Il deserto al filo della sorgente

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Francesco Marotta: il deserto al filo della sorgente

(Tratto da: Stefano Guglielmin, Senza riparo. Poesia e finitezza, Milano, La Vita Felice Edizioni, “Sguardi/Saggi”, 2009)

Ciò che anzitutto colpisce in Per soglie d’increato, la plaquette di Francesco Marotta (1954) pubblicata da Il crocicchio nel 2007, ma scritta tra i 1992 e il 2004, è la proliferante metaforicità, che germina a cascata e per rapide sequenze, secondo lo stilema di René Char, sino a trovare «un centro – come sottolinea lo stesso autore in una discussione in rete – nell’immagine-di-immagini che ogni testo rappresenta, denunciando, in questo modo, la vocazione analogica che sostanzia l’intera impalcatura segnica. Una vocazione, poi, che trova nella estrema riduzione etimologica un segnale ben preciso della volontà che presiede al tutto: quella di provare a scrivere utilizzando l’alfabeto immaginale della metamorfosi». Continua a leggere

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Postludium – Nota critica di Massimo Orgiazzi

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Ci si domanda cosa possa essere (“significare”) la serie
continua di immagini che all’interno di ogni lassa quasi martella
la logica del lettore, la congestiona e la forza lungo una serie di
variazioni cromatiche e sonore: ma è questo il quadro, l’epifania.

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