Archeologia delle fonti (III) – Di uno stesso legame

sorgente

L’antica ebbrezza di tracciare segni
per incantare gli occhi.
E tenere la vita stretta a un foglio.

 

[Francesco Marotta, Archeologia delle fonti (2006 – 2007), inedito]

         III. Di uno stesso legame

*

Di uno stesso legame.

La parola seme

e il grido denso del vento.

La lacrima che matura appesa al ciglio

e la memoria che resiste
nella macula di oblio

che aggiunge sonno a sonno.

Continua a leggere

Annunci

Archeologia delle fonti (II) – All’occhio cieco di una lampada

fonte

Nessuna parola dirà gli accenti taciuti
che la voce offre in pasto al giorno.
Perché il giorno è luce.
Sottrazione alla terra
degli infiniti volti che danno movimento all’ombra.

 

[Francesco Marotta, Archeologia delle fonti (2006 – 2007), inedito]

         II. All’occhio cieco di una lampada

*

A forza di guardarla
come fosse terra immobile in attesa dell’alba

ho visto la mia mano farsi vortice.

Continua a leggere

Archeologia delle fonti (I) – Sotto un cielo in frantumi

fonte

Esistere in uno con la propria durata – come il fiume.
Acqua necessaria
che si offre alla sete di ogni cammino.

 

[Francesco Marotta, Archeologia delle fonti (2006 – 2007), inedito]

         I. Sotto un cielo in frantumi

*

Sotto un cielo in frantumi si eclissa anche il giorno.

Si distende fino alla mia voce.

Rimane in luce – il tempo di un respiro
ciò che viene al mondo

inavvertito

per insegnare alfabeti di fonte alle sabbie.

 

Continua a leggere

Da un’eternità passeggera (III)

michele-guyot-bourg-1.jpg

i passi imparano la danza
in riversate cadenze di radici
come orme schiarite
da campate di silenzi,
da sprechi di sillabe
che simulano bocche
a divinare la rotta,
la meraviglia oscura della scelta

 

[Francesco Marotta, Da un’eternità passeggera (1998 – 2003), inedito]

         III. Su creste d’aria di un alfabeto nuovo

ci sono strade disegnate
dalla lingua di terra
che spira luce tra i sassi
e le conduce,
impollinate di voci,
ai mari del racconto, Continua a leggere

Da un’eternità passeggera (II)

michele-guyot-bourg-1.jpg

una parola
che di umano ha il rantolo
sgomento della luce
quando profonda
nelle rapide in secca
dell’autunno

 

[Francesco Marotta, Da un’eternità passeggera (1998 – 2003), inedito]

         II. Nelle rapide in secca dell’autunno

notti assediate di luna
alla curva di parabole
che dal corpo scivolano
in lampi di vele,
voci raccolte
in quell’unica sosta
tra le sabbie
che accese il foglio d’astri
e la lingua, franata
in voluttà di oasi
e di tende: –
Continua a leggere