La favola del mandorlo in fiore

Gaetano Jerace

ricorda
il primo mandorlo scoperto per caso
dalle grate murate di un giardino invernale
esploso di bianco nel buio di un’infanzia negata
per soffiare luce all’aurora

 

[Da: Francesco Marotta, Hairesis (2004 – 2005), E-book, Biagio Cepollaro E-dizioni, “Poesia Italiana”, Milano, 2006]

La favola del mandorlo in fiore

rimanere – come un ultimo ricordo
che ridipinge vite su fogli murati
o calce che sbianca
pietre e
innaturali lame sospese sull’acqua
nerosangue –
risalire dal baratro al chiarore
seminati di nomi e di licheni
le dita nutrite di abbandono
al chiuso delle strade
le pupille ammutolite
che scortano lo scafo dei dannati
alle dimore sbarrate d’occidente
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Su Dopo lo Tsunami – di Biagio Cepollaro

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Ma la storia non è un sapere, è una memoria viva, oppure non è.
Il vivo della memoria coincide con le sue vittime, con i suoi morti.
La storia è l’insieme di queste voci che mute chiamano a dar voce.
Questo è il legame tra i vivi e i morti, il racconto.

 

Su Dopo lo Tsunami, da Hairesis di Francesco Marotta
(In: Biagio Cepollaro, Incontri con la poesia (2003-2007), E-book)

La storia.

L’occasione è offerta dal capodanno. La struttura ossimorica schiaccia le contraddizioni del presente storico, è la dimensione pubblica ad essere investita, è la storia stessa. Lo stesso diluvio appare snaturato, addomesticato, svilito. ‘Grasso e merda/fusi in un’unica colata di passione/miscela di accelerazioni senza nessun tormento’. E’ questo il diluvio diventato ‘acqua che consola’ ‘vite patinate’. Come se il tradimento dell’umano, snaturamento originario, presiedesse allo svolgersi della storia, ne decretasse il misto di ferocia e indifferenza. Anche qui una figura retorica è direttamente contenuto, cronaca, come dire che l’assurdo etico (non l’assurdo logico) è già dato nelle cose. Continua a leggere

Dopo lo Tsunami – Canto per la notte di capodanno

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grida
stringili nel pugno sillaba per sillaba
strappali alle sabbie raggelate della lontananza
falli riemergere dai fondali sbarrati della morte –

 

[Da: Francesco Marotta, Hairesis (2004 – 2005), E-book, Biagio Cepollaro E-dizioni, “Poesia Italiana”, Milano, 2006]

Dopo lo Tsunami – Canto per la notte di capodanno

rovine aperte al nulla del risveglio
aborti di rose nel grembo umido dell’alba
che rampica latrine e
accende lumi su terre di naufragio   un faro
dove solitario frange
il canto veggente dell’onda   l’eco che dilegua
del suo piumato alfabeto di semi
la schiuma che resta
un attimo e non dura…

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Su Lettera da Praga – di Biagio Cepollaro

Da qui si dipartono ciò che, in un momento di grazia
e di gratitudine, noi chiamiamo i doni della vita.

 

Su Lettera da Praga da Hairesis di Francesco Marotta
(In: Biagio Cepollaro, Incontri con la poesia (2003-2007), E-book)

La visione.

La visione spinge le parole ad inoltrarsi al di là del muro delle parole, una parola retrostante che non è memoria non è pragma, una parola piuttosto midollo, una parola linfa, ciò che scorre malgrado tutto, la parola matrice. Continua a leggere

Lettera da Praga

ora dal reliquiario delle sue sacre ombre
qualcuno libera serpi
a impastare il pane delle stelle

 

[Da: Francesco Marotta, Hairesis (2004 – 2005), E-book, Biagio Cepollaro E-dizioni, “Poesia Italiana”, Milano, 2006]

Lettera da Praga

fango dislagato in pozze di cielo
l’urlo che annaspa stretto alle sue radici   musica sghemba
s’irida
in
prospettive e note di volo   disordine necessario
che ripete l’occhio a curare lampi malati –
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