<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>Poetry in Time</title>
	<atom:link href="http://poetryintime.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://poetryintime.wordpress.com</link>
	<description>Parole in anticipo sulla loro polvere.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 Dec 2011 18:01:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='poetryintime.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>Poetry in Time</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://poetryintime.wordpress.com/osd.xml" title="Poetry in Time" />
	<atom:link rel='hub' href='http://poetryintime.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>Esilio di voce &#8211; Nota critica di Natàlia Castaldi</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/23/esilio-di-voce-nota-critica-di-natalia-castaldi-2/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/23/esilio-di-voce-nota-critica-di-natalia-castaldi-2/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 14:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[esilio di voce]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[esilio e desnacimiento]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>
		<category><![CDATA[natàlia castaldi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=1262</guid>
		<description><![CDATA[Esilio e desnacimiento. Una lettura su “Esilio di voce.” Tracciare le coordinate di una poetica complessa come quella di Francesco Marotta, impone un’attenzione che ripercorra la sua vastissima produzione, con la consapevolezza di essere di fronte a un caso letterario, &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/23/esilio-di-voce-nota-critica-di-natalia-castaldi-2/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1262&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-di-voce.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1236" title="Esilio di voce" src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-di-voce.jpg?w=210&#038;h=310" alt="" width="210" height="310" /></a>
<p align="center"><strong>Esilio e desnacimiento.<br />
Una lettura su “<em>Esilio di voce.</em>”</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Tracciare le coordinate di una poetica complessa come quella di Francesco Marotta, impone un’attenzione che ripercorra la sua vastissima produzione, con la consapevolezza di essere di fronte a un <em>caso letterario</em>, che non può essere “rivelato” e sintetizzato senza che se ne consideri l’intero e continuo percorso poetico, talmente frastagliato di echi e rimandi, da generare una nuova “scoperta” ad ogni “incontro” di senso e lettura.</p>
<p><span id="more-1262"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Nell’approssimarci a un qualunque testo poetico è necessario ricorrere a diversi piani di lettura: un primo piano che ne metta in luce le caratteristiche linguistiche, stilistiche e quindi tecniche; un secondo tipo d’approccio che miri ad esaminarne, analizzarne (o cercarne) il significato, ed un terzo che provveda a sintetizzarne il risultato nella valutazione di <em>come</em> e <em>quanto</em> significato e significante coincidano nella stesura, ma potremmo anche dire nell’<em>esecuzione</em>, di suono e senso in partitura.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel caso della poesia di Francesco Marotta, e nel caso specifico di “Esilio di voce”, l’azione che si palesa necessaria è la partecipazione attiva nei confronti della “<em>mise en abîme</em>” che l’autore opera su carta, aderendo dunque all’erranza, al cammino, al suono, alla ferita dell’ombra e della luce, di cui inevitabilmente e soggettivamente ci si renderà attori.</p>
<p style="text-align:justify;">Trovare le chiavi di una poesia, trovarle tutte, per farne un’oggettiva spiegazione, una parafrasi semplicistica, non è salutare e non serve né al lettore né tantomeno alla poesia stessa, ma nel particolare caso della poesia di Marotta, non è proprio possibile, giacché essa nasce da una scintilla così intima e profonda, che non la si può smembrare su carta per analizzarla scientificamente. Scinderla nel suo “inner” come fosse un atomo, una cosa, un nucleo, sarebbe profana vivisezione, che non porterebbe a nulla, essendo questa scrittura talmente sovrastrutturata da far sì che sia sempre il nostro nucleo, la nostra scintilla implosa a riflettersi nel testo – nostro malgrado.</p>
<p><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-etimo.png"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-etimo.png?w=584" alt="" title="esilio-etimo"   class="aligncenter size-full wp-image-1271" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Ed è questo a rendere ad <em>Esilio di voce</em> la sua “<em>aura incantata delle origini</em>”[<strong>i</strong>], ossia quella incontaminata, <em>aurorale</em> purezza di pensiero ed intuizione, che transitando svolge il suo ruolo “materno”, femminile ed originario nel concepire l’esilio come <em>desnacimiento</em>[<strong>ii</strong>], ossia disappropriazione volontaria di tutto ciò che ci era per nascita e identità, attraverso la perdita, il rifiuto estremo, la separazione ed il distacco, l’assenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Parlando del suo stesso esilio, Maria Zambrano dice che si tratta di “qualcosa di sacro, di ineffabile”, una condizione per cui si esce “dal presente per piombare in un futuro sconosciuto, […] senza dimenticare il passato”, ed ancora aggiunge che esso è il ripetersi di un’ “ora tragica e aurorale” in cui “le ombre della notte cominciano a mostrare il loro senso e le figure incerte cominciano a rivelarsi al cospetto della luce, l’ora della luce in cui si danno convegno passato e presente”[<strong>iii</strong>]; l’esilio di Francesco Marotta, è bene sottolinearlo, è un <em>esilio di voce</em> nella sua stessa voce, e si compone di tre elementi, che sono incipit e titolo delle tre sezioni del suo errare:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>IMAGO</strong></p>
<p><em>si inciampa in un grido<br />
che si dissangua in luce<br />
ogni volta che guardiamo le stelle<br />
nessuna soglia ci separa dall’assenza<br />
nessuna parola così profonda<br />
da poterla tacere</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>*</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>SPECULUM</strong></p>
<p><em>sarà parola solo l’incompiuto legame<br />
che irrompe dalla cruna delle labbra<br />
e allarma gli specchi del risveglio<br />
indossa l’arte di contarsi ferita<br />
e di affidarsi al flusso interminato<br />
che spazza il sangue in refoli di nebbia<br />
parvenze animate a farsi voce</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>*</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>VULNUS</strong></p>
<p><em>ci vuole la luce violenta di un rogo<br />
per accostare l’abisso di volti che migrano<br />
immaginare una sosta tra fioriture di imbarchi<br />
liberare le tue labbra dal gelo<br />
madre che parli l’infanzia dei giorni</em></p>
<p style="text-align:justify;">Marotta sembra ripercorrere un cammino di erranza apolide, che rimanda al <em>non-luogo del puro pensare</em> in cui, direbbe la Arendt, l’<em>io</em> consapevole della sua condizione di escluso (“paria consapevole”[<strong>iv</strong>]), diventa <em>io pensante</em>, ossia quell’essere che privo delle sovrastrutture dell’appartenenza sociale, vive una dimensione atemporale in cui il suo stato di <em>estraneità</em> fa i conti con la sintesi “sospesa” del tempo e della storia (nell’accezione zambraniana). L’esilio di voce in Marotta è silenzio che si fa voce, parola scritta, che in vari passaggi assume il tono di un’accorata preghiera affinché in essa stessa – preghiera e parola – si rinnovi di volta in volta l’erranza, il cammino, il “desnacimiento”.</p>
<p style="text-align:justify;">Al dettato fluido, liquido, si sovrappongono immagini oniriche di quella che ho già definito come una “<em>messa in abisso</em>”, originando dunque uno sdoppiamento di voce, un canto stratificato tra l’ “<em>io pensante</em>” e la sua “<em>memoria storica e onirica</em>”: le luci si rincorrono in un susseguirsi di tinte che vanno dalle più fosche alle più tenui, e che sembrano trattenere e nel suono e nell’immagine, tutto il carico di vita e di morte che la storia ha strappato al grido dell’innocenza, alla “parola bambina”, alla voce pura.</p>
<p><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/poesie.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/poesie.jpg?w=584&#038;h=205" alt="" title="poesie" width="584" height="205" class="aligncenter size-full wp-image-1274" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Labiali</em>, <em>gutturali</em>, <em>liquide</em>, <em>dentali</em>, <em>palatali</em> sono le vocali e le consonanti, praticamente le note, di una composizione di parole che musicheranno il <em>pensiero</em> – dentro di noi – in <em>dialogo</em>, affinché avvenga il <em>transito</em>, quale testimonianza, traccia e memoria in cui la componente onirica si manifesta come vettore di creazione poetica, con tutta la carica ancestrale del “sueño creador”[<strong>v</strong>].</p>
<p style="text-align:justify;">La liquidità della parola, nei versi di Francesco Marotta, si consuma nell’analisi del dolore, nell’avvento zambraniano del “sacrificio”[vi]. Il verso spesso appare sincopato, spezzato, irrisolto e ripreso con profonda consapevolezza nella gestione del verso, che appare ricucito in <em>enjambement</em>, <em>sinafie</em> e <em>sinalefi</em>, che non hanno unicamente il compito “formale” di conferire il voluto ritmo – musicale quanto ottico – al “<em>colon</em>”, ma – ancor più – il senso sciolto dell’affermare il <em>disordine</em> del tutto e del suo stesso contrario nello scorrere del pensiero.</p>
<p style="text-align:justify;">La fusione di suono, senso, visione e significato, in Marotta raggiunge apici talmente elevati da consentire la lettura di più frammenti dell’opera nel loro esatto contrario, dando luogo cioè ad un immagine speculare capovolta:</p>
<p><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/poesia-1.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/poesia-1.jpg?w=584&#038;h=172" alt="" title="poesia " width="584" height="172" class="aligncenter size-full wp-image-1276" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">*</p>
<p>dissipare la memoria di uno specchio<br />
senza tradirsi al pensiero<br />
di ciò che rimane muto in quella fiamma<br />
in quella banda d’illusione<br />
da spremere in profili d’acqua<br />
orbite di scintille e due papaveri<br />
ardenti per occhi e lasciare<br />
che sia questa la sera la lingua<br />
che s’intorbida come un respiro<br />
d’erba sul ciglio delle sabbie<br />
l’oscuro di una donna tra le braccia<br />
in un polverio di sguardi<br />
che recitano rosari di luce<br />
in faccia alla morte nel qui e ora<br />
che tace che si tace insieme</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>*</strong></p>
<p>sorprendersi nel novero delle ombre<br />
nell’eco che ci volge<br />
al discorrere quieto delle siepi<br />
in tutto quanto va a morte<br />
tra sostanze destinate oscure<br />
e nel folto intuire la traccia<br />
di ciò che ci precede senza parole<br />
di ciò che si mostra senza lasciare<br />
traccia</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>*</strong></p>
<p>restituire l’immagine<br />
al vuoto che precede alla pronuncia<br />
perduta dove suono e colore<br />
si congiungono indifesi<br />
in ciò che arde senza pensiero<br />
nel bianco che annotta inconsapevole<br />
lungo il filo reclinato della luce<br />
solo l’ombra che resiste intatta<br />
al congedo dalla sua dimora<br />
conserva legame e distanza<br />
l’eco del sentiero inaugurato<br />
dal passo oscuro della lingua</p>
<p style="text-align:justify;">_______________________</p>
<p style="text-align:justify;">Per approfondimenti critici sull’opera di Francesco Marotta, si consiglia la lettura dei seguenti lavori:</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Indecidibili sequenze del sempre</em> (Appunti su <em>Esilio di voce</em> di Francesco Marotta), di Enzo Campi – <a href="http://poetarumsilva.wordpress.com/2011/11/11/esilio-di-voce-di-francesco-marotta-con-una-nota-critica-di-enzo-campi/"><ins datetime="2011-11-23T13:46:14+00:00">http://poetarumsilva.wordpress.com/2011/11/11/esilio-di-voce-di-francesco-marotta-con-una-nota-critica-di-enzo-campi/</ins></a></p>
<p style="text-align:justify;">- <em>Vortice immobile</em> – prefazione a “<em>Esilio di voce</em>”, a cura di Marco Ercolani – <a href="http://www.edizionismasher.it/component/content/article/77/122-francescomarotta.html"><ins datetime="2011-11-23T13:46:14+00:00">http://www.edizionismasher.it/component/content/article/77/122-francescomarotta.html</ins></a></p>
<p style="text-align:justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p style="text-align:justify;">[<strong>i</strong>] “<em>Lascia alla parola l’aura / incantata delle origini, / il lume che le compete / per nascita e destino, / il fondo oscuro / matrice d’ogni luce</em>”. Francesco Marotta, <em>Per soglie di increato</em> – Bologna, Edizioni Il Crocicchio, 2006 – postfazione di Luigi Metropoli.</p>
<p style="text-align:justify;">[<strong>ii</strong>] Maria Zambrano, <em>L’agonia dell’Europa</em>, Marsilio, Venezia 1999.</p>
<p style="text-align:justify;">[<em>iii</em>] <em>Maria Zambrano, le parole del ritorno</em> a cura di Elena Laurenzi, Introduzione di Mercedes Gomez Blesa, Città Aperta, Enna 2003, pp. 24/25</p>
<p style="text-align:justify;">[<strong>iv</strong>] H. ARENDT, <em>Rahel Varnhagen. Storia di una donna ebrea</em>, a cura di L. Ritter Santini</p>
<p style="text-align:justify;">[<strong>v</strong>] F. J. MARTÍN – Università di Siena – <em>El “sueño creador” de María Zambrano – (Razón poética y hermenéutica literaria)</em> <a href="http://cvc.cervantes.es/literatura/aispi/pdf/09/09_229.pdf"><ins datetime="2011-11-23T13:46:14+00:00">http://cvc.cervantes.es/literatura/aispi/pdf/09/09_229.pdf</ins></a></p>
<p style="text-align:justify;">[<strong>vi</strong>] «<em>la categoría de ‘sacrificio’ contiene, a la vez y en unidad indisoluble, un principio de ‘razón pura’ –la necesidad– y un principio de ‘razón práctica’ –la libertad–, una verdad y un valor</em>». J. C. Marset, <em>Hacia una ‘poética del sacrifcio’ en María Zambrano</em>, Cuadernos Hispanoamericanos, n. 466, 1989, pp. 101-118.</p>
<p style="text-align:justify;">*</p>
<p>Tratto da <a href="http://poetarumsilva.wordpress.com/2011/11/19/esilio-e-desnacimiento-una-lettura-su-esilio-di-voce-nc/"><ins datetime="2011-11-23T14:11:16+00:00">Poetarum Silva</ins></a> del 19 novembre 2011.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/1262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/1262/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1262&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/23/esilio-di-voce-nota-critica-di-natalia-castaldi-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-di-voce.jpg?w=210" medium="image">
			<media:title type="html">Esilio di voce</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-etimo.png" medium="image">
			<media:title type="html">esilio-etimo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/poesie.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">poesie</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/poesia-1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">poesia </media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Esilio di voce &#8211; Prefazione di Marco Ercolani</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/06/esilio-di-voce-prefazione-di-marco-ercolani/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/06/esilio-di-voce-prefazione-di-marco-ercolani/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 00:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[esilio di voce]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>
		<category><![CDATA[marco ercolani]]></category>
		<category><![CDATA[vortice immobile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=1233</guid>
		<description><![CDATA[guarisci il dubbio trafitto dall’ansia di essere riparo malattia a cadenze autunnali guarda gli sterpi che ti battono un’altra luce sui fianchi e nell’ombra che sale gioca il sogno di un confine sospeso la tua pelle si stacca aggiunge ore &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/06/esilio-di-voce-prefazione-di-marco-ercolani/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1233&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-di-voce.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1236" title="Esilio di voce" src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-di-voce.jpg?w=210&#038;h=300" alt="" width="210" height="300" /></a><br />
guarisci il dubbio trafitto<br />
dall’ansia di essere riparo malattia<br />
a cadenze autunnali guarda gli sterpi<br />
che ti battono un’altra luce<br />
sui fianchi e nell’ombra che sale<br />
gioca il sogno di un confine<br />
sospeso la tua pelle si stacca aggiunge<br />
ore ai tuoi segni al graffio che resta<br />
dove togli parole<br />
ai tuoi occhi</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p><span id="more-1233"></span></p>
<p align="center"><strong>VORTICE IMMOBILE</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>1</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Esilio di voce</strong> è il titolo dell’ultimo lavoro in versi di Francesco Marotta. Si divide in tre sezioni, <em>Imago</em>, <em>Speculum</em> e <em>Vulnus</em>. Dall’inizio della prima sezione, <em>Imago</em>, trascrivo questi due versi in epigrafe: “<em>Si inciampa in un grido / che si dissangua in luce</em>”. Sono i primi del volume, e ho la sensazione perturbante di avere già letto il libro, ho la percezione che tutto quanto leggerò tornerà inevitabilmente e circolarmente a questi due versi.<br />
Marotta è sempre, e in questa raccolta forse con maggiore intensità, poeta di un vortice immobile del linguaggio: i suoi versi sono specchi ustori che traducono la tensione incandescente della parola, all’occhio e all’orecchio del lettore, in una sola poesia rifratta in tanti riflessi, che corrispondono ai versi e alle pagine del libro.</p>
<p><em>Nessuna parola così profonda<br />
da poterla tacere</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il poeta non tace, continua a scrivere e a parlare: ma la sensazione, ancora una volta, è quella di un ardente e rigoroso autodafé, come un rito sacrificale in cui suono e senso ardono mescolati insieme, “<em>mutilata la mano da una lama / d’inchiostro / che trema sul foglio</em>”. Domina il sentimento potente e incontrastato di un gorgo dal quale non potere e non volere sfuggire: “<em>ci accomuna la conta differita dei morti / la mano adusa a separare codici e correnti / dal gorgo dove si adunano le ore / indicibile chiusa / di apocrifi in sembianti di volti</em>”.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>2</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La “<em>luce di specchio</em>”, il “<em>graffio che resta</em>”, “<em>il sogno di un confine</em>” – le immagini e le parole che Marotta ama ripetere nei suoi versi – sono sottratte alla loro liricità surrealista, al loro essere “arredo” barocco di una alta lingua poetica, e vengono, non dico “sporcate” ma sprofondate in un cortocircuito tragico tra dire e non-dire, e ne assumono nuova potenza. Mai, leggendo questi versi, assistiamo a quei riti consolatori che, proprio grazie a questo stesso lessico, i poeti formulano con tecnica raffinata, per crearsi i loro finti paradisi.</p>
<p><em>“assenza che sia illuminata erosione<br />
un luogo che i sensi coincide<br />
a un poi di riflessi se colma l’immagine<br />
di grandine di minerali celesti e trascina<br />
a ogni singola mano sangue di fuga<br />
all’occhio l’identico accordo l’energia<br />
perversa di un dono l’attrito<br />
di maschera e volto<br />
impaziente del balzo”</em></p>
<p style="text-align:justify;">Marotta parla di un’assenza che non ricorda l’amnios materno o i deboli deliqui di un lirismo intimista, ma al contrario si fa “<em>illuminata erosione</em>”, e “<em>l’attrito / di maschera e volto / impaziente del balzo</em>” è proprio il tema centrale, una “finzione” tutta viva dentro il suo chiaroscuro, fra vero e falso, che insegue fantasmi violentemente reali.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>3</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La potenza di creazione/distruzione della poesia marottiana è racchiusa in questi versi:</p>
<p><em>“…un abisso<br />
d’aria e correnti<br />
che l’arte della pietra modella<br />
per l’oblìo materno dell’alba”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">La vita è esattamente questa illusione disillusa, questa incisione graffiata nel vuoto.<br />
Leggendo questa poesia, non si ha mai la sensazione che l’autore sia il regista assoluto del testo che scrive; non impone al lettore <em>cosa</em> leggere e <em>come</em> leggere, ma piuttosto è un umile e appassionato coordinatore di materiali &#8211; acqua, aria, terra e fuoco &#8211; che gli sfuggono sempre dalle dita, perché non può essere altrimenti. Il poeta può solo tracciare “<em>il resoconto di un ramo l’ipotesi / di immagini” e vivere “sul confine tra cielo e memoria / ad altezza remota di lingua</em>”.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>4</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Marotta parla di “<em>quel tempo di amare che ha l’ombra / quando ne invochi il morso vivo / dove trovare riparo</em>”. Parla di “<em>vene a passo d’erosione</em>”, di “<em>verbi di declino</em>”, di “<em>un percorso che si rivela in squarci</em>”: una visione tragica e definitiva del mondo. Percepisco una certa analogia con le fotografie dello sloveno Evgen Bavcar, il fotografo cieco, che dal mondo che non vede ricava frammenti in stato di transe, squarci di apocalissi, luminescenze di rovine. Un’immagine mi è rimasta impressa, e voglio restituirla come omaggio alla poesia di Francesco: un volto in penombra e una mano che schiaccia un pezzo di stoffa nell’occhio sinistro di quel volto. Le immagini di Bavcar – chiese, palazzi, rovine, volti, giocattoli – sono trasfigurate, perché l’occhio cieco e veggente del fotografo le guarda all’interno di sé. Non diversamente si muovono le parole nella poesia introflessa e visionaria di Marotta: “<em>le sillabe raccogli che la mano nasconde / prima di cedere sotto la sferza / di un lampo / alla cecità di dare ancora un nome</em>”.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>5</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In <em>Esilio di voce</em> il poeta lancia una sfida inattuale, da anacoreta: usare una poesia ermetica “<em>a palpebre sbarrate / nell’esilio di voce</em>”, rigorosa e tradizionale, per svellere i codici stessi della tradizione. Sa che un poeta, se si allontana troppo dalla natura della lingua per inseguire giochi verbali e acrobazie stilistiche, rischia di diventare un pittore “astratto” che non graffia più la sostanza delle cose. Marotta, pur non essendo un poeta “figurativo”, usa le parole dentro il loro senso e il loro suono abituali per farle vibrare <em>di</em> e <em>per</em> significati ulteriori, decostruendo la sintassi, inventando un’architettura neutra composta spesso di anacoluti e sospensioni tonali, trasformando la pagina più in una superficie pittorica e musicale che in un luogo soltanto verbale. E come potrebbe, un poeta surreale e violento come lui, restare all’interno delle logiche linguistiche se non sommuovendole come all’interno di un maremoto?</p>
<p style="text-align:justify;" align="center"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>6</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La “tempesta” metaforica di queste poesie, che pulsano di metafore e di analogie, ha qualcosa in comune con il tripudio fastoso e malinconico delle descrizioni lirico-narrative di un grande “poeta in prosa”, il polacco Bruno Schulz, scrittore molto amato da Marotta e autore di due libri decisivi per la letteratura contemporanea, <em>Le botteghe color cannella</em> e <em>Il sanatorio all’insegna della clessidra</em>. Con Schulz Marotta condivide la necessità di trasfigurare il reale lineare in un rigoglio tropicale e allucinato di immagini che, però, nel suo lato d’ombra, rivela una foresta vuota e spoglia di tronchi, una radura abbacinante e gelata. Un “<em>chiarore incurabile</em>” allaga questi versi, nel desiderio quasi impossibile “<em>di avere ancora suoni / per l’orecchio murato dei morti</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;" align="center"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>7</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Una allucinata somiglianza lega tutte le poesie del libro, che sembrano vivere una dentro l’altra, intrecciarsi e districarsi come un “<em>registro di fragili danze</em>”, come voci “<em>nella traccia di vento / del nostro svanire all’approdo</em>”. Sembra che le poesie si rincorrano e si ricombinino in “<em>fuochi di caduta</em>”, in una “<em>incurabile misura del guardare</em>”, all’interno di un dolore che non trova sollievo: “<em>alle tue spalle immagina / con quale lingua il deserto / racconta la piaga dove premeva / la lama della luce il varco / dove precipita il respiro</em>”.<br />
Ma una speranza resta: “<em>basta un’eco una reliquia di voce / affiorata all’insaputa delle labbra / e il confine è la tua mano</em>”. La speranza è sempre, con violenza, “<em>la pupilla / esplosa di un fiore</em>”. Lo sguardo origina dalla cecità, ogni volo è ancora possibile all’interno di “<em>spenti equinozi</em>” e “<em>cere bruciate</em>”. Il poeta vive e canta: “<em>intera la superficie di una fiamma / per chi ancora respira della luce / deposta solo l’ora che imbianca / in mezzo al guado la sua ombra / che parla con lingua di sete / da un labirinto di acque mutate</em>”. Non si sottrae al suo compito inesauribile: “<em>da una crepa del vivere / apre le porte alla lingua</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;" align="center"> </p>
<p><strong>8</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Il libro, aperto dalla sezione <em>Imago</em>, traversato dalla sezione <em>Speculum</em>, si chiude con <em>Vulnus</em> – simbolicamente la ferita resta sempre aperta. E la parola di Marotta non smette di enumerare se stessa “<em>in sghembi / movimenti di pagine arabeschi / d’inchiostro</em>”. Resta “<em>il sigillo infranto di un nido</em>”, ma l’occhio distingue il nido, il sigillo, la ferita. È sempre testimone di ciò che accade e accadrà, nonostante il buio: “<em>le impronte degli occhi solo il ritmo / fraterno delle cose pensate / in piena luce materia vivente / visibile appena il tempo di passare</em>”. Questa poesia vertiginosa, che canta e ricanta l’imminenza del suo sgretolarsi, dice ancora: “<em>macerie in bilico e nello scollo della frana / tutto il candore / dei germogli agghiacciati / in passaggi di stagioni</em>”. E quindi afferma la sua “<em>materia d‘esilio all’azzurro</em>&#8220;, il suo “<em>dovere d’esilio</em>”. La ferita dell’io nel mondo ripete se stessa cercando impossibili guarigioni, restando sempre ferita aperta e feconda: “<em>più spesso il corpo di una parola / porosa che esplode / sanguinante nella mano</em>”. I resti dell’esplosione nella mano viva sono, disseccati in pagine, i versi ipnotici di questo libro.</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>9</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ancora una volta Marotta ci dona un libro potente, intimo e inattuale, che rifiuta ogni etichetta di neo e post-avanguardia, dove il surrealismo dell’immagine è l’ardente rappresentazione di un realismo interiore, privato, e lo stile ha sempre una dizione solenne, innodica. Un poeta come Nanni Cagnone, che si affida ancora di più alla scabrezza petrosa delle immagini, potrebbe essergli compagno in questo arduo itinerario di conoscenza. E allora, proprio per rendere omaggio a Francesco e alla sua generosità di poeta, concluderò questo breve saggio non con una scelta di versi suoi ma con la scelta di versi “affini” di Nanni, tratti dal suo ultimo libro, Le cose innegabili: “<em>Solo a un adolescente / son necessari i poeti, / cari autori di vertigini. / Nella penombra che piú tardi, / se ne conosce l’inconsistenza, / quel geloso balbettío forse involontario, / esasperato lamento / o fieramente grido — / avida povertà delle parole. // Io | era | naufragio</em>”. «<em>Io era naufragio</em>» è l’epigrafe non scritta di <em>Esilio di voce</em>.</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/1233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/1233/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1233&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2011/11/06/esilio-di-voce-prefazione-di-marco-ercolani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2011/11/esilio-di-voce.jpg?w=210" medium="image">
			<media:title type="html">Esilio di voce</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vulnus. Drei Gedichte</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2011/08/04/vulnus-drei-gedichte/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2011/08/04/vulnus-drei-gedichte/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 22:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[vulnus]]></category>
		<category><![CDATA[drei gedichte]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>
		<category><![CDATA[stefanie golisch]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=1126</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; das überlebende Licht behüte es bis es ruhig wird der Flug in einem letzten Schlagen der Welt die sich dem Dunkel ergibt &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Drei Gedichte (Tre poesie) (Da: Vulnus, 2010-11, inedito) &#160; nächtens beschützt &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2011/08/04/vulnus-drei-gedichte/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1126&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2011/05/giovan-battista-mazzucco.jpg"><img src="http://rebstein.files.wordpress.com/2011/05/giovan-battista-mazzucco.jpg?w=229&#038;h=362" alt="" title="giovan battista mazzucco" width="229" height="362" class="alignleft size-medium wp-image-37489" /></a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="right"><em>das überlebende Licht<br />
behüte es bis es ruhig wird<br />
der Flug in einem letzten Schlagen<br />
der Welt die sich dem Dunkel ergibt</em></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><span id="more-1126"></span></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>Drei Gedichte (Tre poesie)<br />
(Da: <em>Vulnus</em>, 2010-11, inedito)</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>nächtens beschützt dich die Erinnerung<br />
an ein Haus im Licht die Lippe<br />
verschlossen in Stille und der Leib<br />
gibt nach fast auf der Seite<br />
nicht unrein noch träumend<br />
es sind aber Augenblicke die dich meinen<br />
wie Wasser den Stein<br />
unbeweglich in seiner Wüste<br />
azur ohne Geländer<br />
wie die Stimme die der Blitz in der Kehle traf<br />
Stunden in denen Warten wie Wind ist<br />
der Bogen den die Augen schlagen<br />
im Schmerz</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<ol>
<ol>
<ol>
<ol>
<ol>
di notte ti protegge il ricordo<br />
di una casa in piena luce il labbro<br />
stretto in un suo silenzio e il corpo<br />
che quasi cede su un fianco<br />
senza impurità senza più sogni<br />
ma sono attimi che ti riguardano<br />
come l’acqua un sasso<br />
immobile nel suo deserto<br />
azzurro privo di varchi<br />
come la voce fulminata in gola<br />
ora che l’attesa pare una specie<br />
di vento la curva che gli occhi fanno<br />
nel dolore</ol>
</ol>
</ol>
</ol>
</ol>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>*</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>über Seiten von Tagen<br />
die sich abnutzten im Eifer<br />
sich zu vergessen nährt die Geduld<br />
Falter der Armut und der störrischen<br />
schmucklosen Metrik<br />
beschütze ihren kurzen Sonnenuntergang<br />
wie der Rabe die wachsame Abwesenheit<br />
der Kornfelder die der Sichel entgegen beben<br />
das überlebende Licht<br />
behüte es bis es ruhig wird<br />
der Flug in einem letzten Schlagen<br />
der Welt die sich dem Dunkel ergibt</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<ol>
<ol>
<ol>
<ol>
<ol>
sopra pagine di giorni<br />
consumati da uno stesso fervore<br />
di dimenticarsi coltiva la pazienza<br />
farfalla di povertà e di scontrosa<br />
disadorna metrica<br />
proteggi il suo breve tramonto<br />
come il corvo la vigile inesistenza<br />
delle messi tentate dalla falce<br />
la luce superstite<br />
custodiscila fino a che si placa<br />
il volo in un ultimo battito<br />
di mondo arreso al buio</ol>
</ol>
</ol>
</ol>
</ol>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>*</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>das Bild in die Hände der Leere legen<br />
die vor dem Aussprechen liegt<br />
es verlor sich wo Klang und Farbe<br />
hilflos verschmelzen<br />
in dem was gedankenlos glüht<br />
in einer Weiße die dunkelt besinnungslos<br />
am Faden der sich zum Licht neigt<br />
nur der Schatten bleibt unversehrt<br />
wenn er seine Zuflucht verlässt<br />
verflochten und weit fort<br />
Maß eines ungewünschten Weges<br />
vom dunklen Schritt der Sprache </p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<ol>
<ol>
<ol>
<ol>
<ol>
restituire l’immagine<br />
al  vuoto che precede alla pronuncia<br />
perduta dove suono e colore<br />
si congiungono indifesi<br />
in ciò che arde senza pensiero<br />
nel bianco che annotta inconsapevole<br />
lungo il filo reclinato della luce<br />
solo l’ombra che resiste intatta<br />
al congedo dalla sua dimora<br />
conserva legame e distanza<br />
misura di un sentiero inaugurato<br />
dal passo oscuro della lingua</ol>
</ol>
</ol>
</ol>
</ol>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="right"><strong>(<em>Übertragen von</em> <ins datetime="2011-08-03T21:51:03+00:00">Stefanie Golisch</ins>)</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>Tratto da <a href="http://rebstein.wordpress.com/2011/06/02/vulnus-drei-gedichte/"><ins datetime="2011-08-03T21:51:03+00:00">Rebstein</ins></a> del 2 giugno 2011.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/1126/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/1126/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1126&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2011/08/04/vulnus-drei-gedichte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://rebstein.files.wordpress.com/2011/05/giovan-battista-mazzucco.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">giovan battista mazzucco</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vulnus (I, 8, 9, 11, 17)</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/30/vulnus-i-8-9-11-17/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/30/vulnus-i-8-9-11-17/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 20:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[vulnus]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=1037</guid>
		<description><![CDATA[&#160; VULNUS (2010) ci vuole la luce violenta di un rogo per accostare l’abisso di volti che migrano immaginare una sosta tra fioriture di imbarchi liberare le tue labbra dal gelo madre che parli l’infanzia dei giorni &#160; I. Nitens &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/30/vulnus-i-8-9-11-17/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1037&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://michelangeloriolo.com/opere/"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/12/michelangelo-riolo-opera-5.jpg?w=350&#038;h=346" alt="" title="Michelangelo Riolo, Opera 5" width="350" height="346" class="alignnone size-medium wp-image-1011" /></a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>VULNUS</strong><br />
<em>(2010)</em></p>
<p align="right"><em>ci vuole la luce violenta di un rogo<br />
per accostare l’abisso di volti che migrano<br />
immaginare una sosta tra fioriture di imbarchi<br />
liberare le tue labbra dal gelo<br />
madre che parli l’infanzia dei giorni</em></p>
<p><span id="more-1037"></span></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>I. Nitens Imaginis Vulnus</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>8.</strong></p>
<p>dispensa vampe<br />
che il volto consuma di un bisogno<br />
inevaso la prigione che dici si cura<br />
di fuochi andature persuase<br />
e sentieri sbarrati<br />
da tagliare a passi di lama<br />
nella resa che cerchi<br />
perdendo lune dagli occhi questo<br />
gioco che è sprezzo di serpe<br />
tu tra tutte le voci la vocale<br />
più scura più viva</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>9.</strong></p>
<p>si trascinano occhi e mani di morti<br />
a correggere il respiro malato<br />
degli alberi il fermo immagine<br />
di nevi dissepolte e le dita<br />
che incrociano rami e bagliori<br />
come chi attraversa la soglia e<br />
si abita dove la fronda s’arrocca<br />
vomita germogli di grida</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>11.</strong></p>
<p>si perde in sabbiose minuzie<br />
in un vociare stento di clausura<br />
che non basta la vita a definirne<br />
il senso la grammatica visibile<br />
dell’esistente eppure quanta anagrafica<br />
purezza cova l’imperfezione<br />
che rileggi materna lo sghembo<br />
tenace ornamento che ricopre<br />
a malapena la lesione del ventre<br />
la cicatrice sepolta nel bianco<br />
del foglio lo smorire dell’orma<br />
l’inganno senza memoria della riva</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>17.</strong></p>
<p>sorprendersi nel novero delle ombre<br />
nell’eco che ci volge<br />
al discorrere quieto delle siepi<br />
in tutto quanto va a morte<br />
tra sostanze destinate oscure<br />
e nel folto intuire la traccia<br />
di ciò che ci precede senza parole<br />
di ciò che si mostra senza lasciare<br />
traccia</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/1037/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/1037/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1037&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/30/vulnus-i-8-9-11-17/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/12/michelangelo-riolo-opera-5.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Michelangelo Riolo, Opera 5</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vulnus (I, 1, 14, 16)</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/29/vulnus-i-1/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/29/vulnus-i-1/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 21:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[inediti]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[vulnus]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=1006</guid>
		<description><![CDATA[&#160; VULNUS (2010) ci vuole la luce violenta di un rogo per accostare l’abisso di volti che migrano immaginare una sosta tra fioriture di imbarchi liberare le tue labbra dal gelo madre che parli l’infanzia dei giorni &#160; I. Nitens &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/29/vulnus-i-1/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1006&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://michelangeloriolo.com/opere/"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/12/michelangelo-riolo-opera-5.jpg?w=350&#038;h=346" alt="" title="Michelangelo Riolo, Opera 5" width="350" height="346" class="alignnone size-medium wp-image-1011" /></a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>VULNUS</strong><br />
<em>(2010)</em></p>
<p align="right"><em>ci vuole la luce violenta di un rogo<br />
per accostare l’abisso di volti che migrano<br />
immaginare una sosta tra fioriture di imbarchi<br />
liberare le tue labbra dal gelo<br />
madre che parli l’infanzia dei giorni</em></p>
<p><span id="more-1006"></span></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>I. Nitens Imaginis Vulnus</strong></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>1.</strong></p>
<p>nessun presagio<br />
solo un fremito di ebbra insidia<br />
ripensando l’orlo franato<br />
del calice il pungolo inquieto<br />
che fosse visibile sostanza<br />
l’urlo tracimato del sole il nero<br />
di luce che tradisce le dita<br />
così sciama in rivoli d’insonnia<br />
l’immagine a cui la mano aggiunge<br />
il taglio e l’ombra e dentro l’ombra<br />
il segno che racconta un corpo<br />
dove il mattino è scritto<br />
in piaghe e croci dove il farmaco<br />
pietoso rovesciato intorno<br />
era cedimento d’argine e labirinto<br />
di voci appare ora al tatto</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>14.</strong></p>
<p>un cerchio di umori<br />
il rarefarsi della luna su un paesaggio<br />
di resti cui manca l’afflizione dello sguardo<br />
il permanere nel punto estremo<br />
dove l’ultimo refolo di luce<br />
ammanta la maceria di miracolosi<br />
risvegli sarà questa leggera<br />
vigilia di attimi inudibili<br />
il rovescio che a volte germoglia<br />
da umbratili congiunzioni di polvere</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><strong>16.</strong></p>
<p>la chimica dei passi<br />
la musica che serra orme in un intrico<br />
di curve e forme in fuga lo spazio<br />
severo incorniciato da pietre<br />
di confine l’ultima possibile nascita<br />
d’indivisa appartenenza<br />
dove si apre il passo e il corpo<br />
è acceso dai suoi mille nomi<br />
resina e respiro in fiamme irreparabili</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/1006/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/1006/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=1006&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/29/vulnus-i-1/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/12/michelangelo-riolo-opera-5.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">Michelangelo Riolo, Opera 5</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Impronte sull&#8217;acqua &#8211; Nota critica di Rosa Pierno</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/07/impronte-sullacqua-nota-critica-di-rosa-pierno-2/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/07/impronte-sullacqua-nota-critica-di-rosa-pierno-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 13:29:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[impronte sull'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>
		<category><![CDATA[rosa pierno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=985</guid>
		<description><![CDATA[disordine di sguardi, artefice il fuoco che altrove spinge l’occhio a una vicenda di transiti, al l’ombra che avvalla e rovina nell’erba umida di scintille, e tu che crolli per l’aria nel segreto coltivi vertigini di perdute tenerezze, la passione &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/07/impronte-sullacqua-nota-critica-di-rosa-pierno-2/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=985&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/11/copertina_marotta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-989" title="Copertina Marotta" src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/11/copertina_marotta.jpg?w=212&#038;h=300" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p align="right"><em>disordine di sguardi, artefice<br />
il fuoco che altrove<br />
spinge l’occhio a una<br />
vicenda di transiti, al<br />
l’ombra che avvalla e<br />
rovina nell’erba<br />
umida di scintille, e tu<br />
che crolli per l’aria<br />
nel segreto coltivi vertigini<br />
di perdute tenerezze, la<br />
passione che ci perseguita di<br />
anni dementi</em></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong>Francesco Marotta<br />
“<em>Impronte sull’acqua</em>”<br />
Le Voci della Luna, 2008</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p style="text-align:justify;">Nel voler rappresentare il mondo, nel costruirne un’immagine personale – qual è, in sintesi, la specifica attività del poeta – Francesco Marotta si trova a fare i conti con una restituzione sforacchiata e bruciata sui bordi, resa lacunosa dal silenzio e forse insediata dall’impossibilità di dire. <span id="more-985"></span> Ma di fatto leggendo ci ritroviamo già avvolti da essa. Intorno a noi vengono proiettate immagini sfocate e pallide, luminose e instabili ove insieme alle cose vediamo sfilare parole: <em>“la chioma / scomposta di lampade / che si rincorrono / si urtano non / ti riconoscono, ma / sono state il rosa di ogni pelle..”</em> Comprendiamo allora che tale visione è costruita con materiali impalpabili, mobili, dondolanti. Seguiamo una sintassi franta, dove preposizioni penzolano nel vuoto, ma nella quale gli aggettivi sono saldati ai sostantivi. Non scorgiamo nessuna dissolvenza o cesura, invece, nel passaggio continuo e forse non individuabile fra il reale e la scrittura, il percepito e la sua rappresentazione. Infatti, lacune sono presenti in ogni aspetto della realtà e della rappresentazione, ma al tempo stesso intere porzioni di materia trapassano da uno stato all’altro. Che il mondo divenga instabile perché messo in moto da segni senza freno, ora è certezza. Non solo il caso, dunque, nella costituzione di un mondo reso finalmente dicibile, immaginato come se fosse fisicamente costruito, ma anche responsabilità poiché ciò che si inventa può anche accecare. In questa rullante onda che travolge non si deve comunque perdere la consapevolezza del proprio intervento. Mutuando dalla scienza quantistica, potremmo dire che, intervenendo col processo creativo, il poeta determina lo stato del mondo: <em>“sempre al termine / l’inganno dello sguardo / punito, trovare in se stessi / il rame che modella la festa”</em>. E’, comunque, la parola stessa che, se pure registra la separazione di tali entità, si assume il compito di portare a termine l’impresa. Nessuna scissione tra corpo, realtà e parole: è questo il potere della poesia, dopo che, pure, ne ha registrato la separazione.</p>
<p>(Tratto da <a href="http://www.anteremedizioni.it/montano_newsletter_anno7_numero12_marotta"><ins datetime="2010-11-16T20:18:31+00:00">Carte nel Vento</ins></a>, anno VII, numero 12, ottobre 2010)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/985/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/985/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=985&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/12/07/impronte-sullacqua-nota-critica-di-rosa-pierno-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2010/11/copertina_marotta.jpg?w=212" medium="image">
			<media:title type="html">Copertina Marotta</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Il libro dei doni &#8211; Capitolo VIII</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/30/il-libro-dei-doni-capitolo-viii/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/30/il-libro-dei-doni-capitolo-viii/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 21:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[il libro dei doni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[risonanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=978</guid>
		<description><![CDATA[Poesie sono anche doni. Doni per le creature attente. Doni carichi di destino. (fm) Capitolo VIII, 1 Capitolo VIII, 2 Capitolo VIII, 3 Capitolo VIII, 4 ______________________________ Tratto da: Rebstein &#8211; Sez. &#8220;Il libro dei doni&#8221; pdf ______________________________<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=978&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img src="http://files.splinder.com/bd2dee29cc82b62dd346abbbf37474db.jpeg" alt="" width="383" height="250" /></p>
<p align="center"><em><strong>Poesie sono anche doni.<br />
Doni per le creature attente.<br />
Doni carichi di destino.</strong></em><br />
<strong>(fm)</strong></p>
<p align="right"><a href='http://rebstein.files.wordpress.com/2008/08/il-libro-dei-doni-viii-1.pdf'><ins datetime="2010-04-13T15:13:22+00:00">Capitolo VIII, 1</ins></a></p>
<p align="right"><a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2008/08/il-libro-dei-doni-capitolo-viii-2.pdf"><ins datetime="2010-04-22T17:10:27+00:00">Capitolo VIII, 2</ins></a></p>
<p align="right"><a href='http://rebstein.files.wordpress.com/2008/08/il-libro-dei-doni-viii-3.pdf'><ins datetime="2010-05-23T18:10:11+00:00">Capitolo VIII, 3</ins></a></p>
<p align="right"><a href='http://rebstein.files.wordpress.com/2008/08/il-libro-dei-doni-viii-4.pdf'><ins datetime="2010-07-26T16:12:19+00:00">Capitolo VIII, 4</ins></a></p>
<p>______________________________<br />
Tratto da: <a href="http://rebstein.wordpress.com/">Rebstein</a> &#8211; Sez. &#8220;Il libro dei doni&#8221; pdf<br />
______________________________</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/978/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/978/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=978&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/30/il-libro-dei-doni-capitolo-viii/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://files.splinder.com/bd2dee29cc82b62dd346abbbf37474db.jpeg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>About</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/20/about/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/20/about/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 21:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[fermín melquíades herrera]]></category>
		<category><![CDATA[fm]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=973</guid>
		<description><![CDATA[Mi chiamo Fermín Melquíades Herrera. Come tutti. Per gli amici fm. Come tutti. Sono un poeta. Come tutti. Ma non tutti possono vantare l&#8217;interesse critico verso la loro opera di studiosi di fama internazionale quali il Prof. Lazzaro Visconti (Universidad &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/20/about/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=973&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Mi chiamo <strong>Fermín Melquíades Herrera</strong>. Come tutti.<br />
Per gli amici <strong>fm</strong>. Come tutti.</p>
<p align="center">Sono un <strong>poeta</strong>. Come tutti.<br />
Ma <strong>non tutti</strong> possono vantare l&#8217;interesse critico verso la loro opera<br />
di <strong>studiosi di fama internazionale</strong> quali il Prof. <strong>Lazzaro Visconti</strong> (<em>Universidad Popular de Chiapas</em>, <strong>San Cristóbal de Las Casas</strong>),<br />
il Prof. <strong>Franz Doch Gebrochen</strong> (<strong>Università Riunite</strong> di <strong>Buda</strong> e <strong>Pest</strong>),<br />
il Prof. <strong>François De La Furlance</strong> (<em>Università di</em> <strong>Montpellier</strong> e <strong>Nanterre</strong>),<br />
il Prof. <strong>Ugolino Conte</strong> (<em>Università Nomadi</em> di <strong>Tozeur</strong> e <strong>Testour</strong>).</p>
<p><em>[Poiché siete curiosi come pochi (in caso contrario, a che pro venirvene da queste parti?), vi regalo qualche istantanea della mia vita privata, così saprete meglio con chi avete a che fare! Passando il mouse sulle immagini, poi, ne saprete ancora di più...]</em></p>
<p align="center"><a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150&#038;h=69" alt="" title="casa mia, all'alba" width="150" height="69" class="alignnone size-thumbnail wp-image-968" /></a> <a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150&#038;h=69" alt="" title="casa mia, al tramonto" width="150" height="69" class="alignnone size-thumbnail wp-image-968" /></a><br />
<a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_integrale_new1.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_integrale_new1.jpg?w=112&#038;h=150" alt="" title="ieri sera, fermo lì" width="112" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-967" /></a> <a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/picture-44.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/picture-44.jpg?w=150&#038;h=112" alt="" title="a diciotto anni" width="150" height="112" class="alignnone size-thumbnail wp-image-969" /></a> <a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_integrale_new1.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_integrale_new1.jpg?w=112&#038;h=150" alt="" title="stamattina, ancora lì" width="112" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-967" /></a><br />
<a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_moebius.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_moebius.jpg?w=112&#038;h=150" alt="" title="il giorno del battesimo" width="112" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-970" /></a> <a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/marotta.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/marotta.jpg?w=150&#038;h=112" alt="" title="a sei mesi" width="150" height="112" class="alignnone size-thumbnail wp-image-971" /></a> <a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_moebius.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_moebius.jpg?w=112&#038;h=150" alt="" title="il giorno della prima comunione" width="112" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-970" /></a><br />
<a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150&#038;h=69" alt="" title="casa mia, in estate" width="150" height="69" class="alignnone size-thumbnail wp-image-968" /></a> <a href="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg"><img src="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150&#038;h=69" alt="" title="casa mia, in inverno" width="150" height="69" class="alignnone size-thumbnail wp-image-968" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/973/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/973/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=973&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/20/about/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">casa mia, all'alba</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">casa mia, al tramonto</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_integrale_new1.jpg?w=112" medium="image">
			<media:title type="html">ieri sera, fermo lì</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/picture-44.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">a diciotto anni</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_integrale_new1.jpg?w=112" medium="image">
			<media:title type="html">stamattina, ancora lì</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_moebius.jpg?w=128" medium="image">
			<media:title type="html">il giorno del battesimo</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/marotta.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">a sei mesi</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/incal_moebius.jpg?w=128" medium="image">
			<media:title type="html">il giorno della prima comunione</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">casa mia, in estate</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://poetryintime.files.wordpress.com/2008/04/deserto.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">casa mia, in inverno</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Dieci sequenze per una metamorfosi (I)</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/12/dieci-sequenze-per-una-metamorfosi-i/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/12/dieci-sequenze-per-una-metamorfosi-i/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 21:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[il verbo dei silenzi]]></category>
		<category><![CDATA[impronte sull'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[per soglie d'increato]]></category>
		<category><![CDATA[dieci sequenze per una metamorfosi]]></category>
		<category><![CDATA[francesco marotta]]></category>
		<category><![CDATA[marco ercolani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=954</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Marco Ercolani Dieci sequenze per una metamorfosi (I) 1 «Mentre era disteso a sognare sugli scogli neri, il vento deve aver cambiato direzione». Queste parole del poeta olandese Ches Noteboom ci avvicinano alla poesia &#8230; <a href="http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/12/dieci-sequenze-per-una-metamorfosi-i/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=954&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/scansione00011.jpg"><img src="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/scansione00011.jpg?w=135&#038;h=180" alt="" title="Il verbo dei silenzi" width="135" height="180" class="alignleft size-thumbnail wp-image-25488" /></a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/per-soglie-dincreato2.jpg"><img src="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/per-soglie-dincreato2.jpg?w=135&#038;h=180" alt="" title="Per soglie d&#039;increato" width="135" height="180" class="alignright size-thumbnail wp-image-25494" /></a></p>
<p><a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/copertina_marotta1.jpg"><img src="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/copertina_marotta1.jpg?w=135&#038;h=180" alt="" title="Impronte sull&#039;acqua" width="135" height="180" class="alignright size-thumbnail wp-image-25491" /></a></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><ins datetime="2010-07-12T21:14:45+00:00">Marco Ercolani</ins><br />
<em>Dieci sequenze per una metamorfosi (I)</em></strong></p>
<p align="center"><strong>1</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Mentre era disteso a sognare sugli scogli neri, il vento deve aver cambiato direzione». Queste parole del poeta olandese Ches Noteboom ci avvicinano alla poesia di Francesco Marotta, i cui versi sembrano arrivare da uno slittamento del senso, da una metamorfosi del linguaggio, e pur sognando se stessi continuano a cambiare direzione, come le colate laviche di un vulcano silenzioso ma mai spento.</p>
<blockquote><p><em>la fiamma leva in alto,<br />
oltre i confini della morte,<br />
la scienza esatta<br />
di una goccia d’acqua -<br />
vaporata in cenere<br />
che eternamente migra</em></p></blockquote>
<p><span id="more-954"></span></p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>2</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«si brancola nel vuoto, nel deserto, nelle sconnessioni di senso. Se il poeta è profeta, lo è nella misura in cui la sua visione trae origine da quanto vi è di umano: finitudine e incompletezza». Luigi Metropoli descrive così la visione del mondo di Marotta: un universo frammentato, indefinito, metamorfico, ma pullulante di  parole che si intrecciano ad altre parole in un dire ininterrotto che traversa dolorosamente tutti i silenzi. Come osserva Lucetta Frisa: «Dalla ferita di Francesco sgorga la melopea liturgica del canto &#8211; sangue non rosso ma bianco, come trasmutazione alchemica dell’angoscia». Questa melopea tenta di ricucire il lutto con l’esorcismo ostinato della parola, sublimato in melodia.</p>
<blockquote><p><em>anche il dolore reclama<br />
 la sua sostanza di presagi,<br />
di attese senza mondo,<br />
desideri che hanno sfiorato<br />
erranti architetture di spoglie,<br />
compenso d’ombre<br />
per grazia di nascita,<br />
di più cifrati esili</p>
<p>[…]</p>
<p>una piuma, un’ala, una<br />
figura sospesa tra<br />
origine e bagliore, è quanto<br />
resta per fare visita al<br />
la notte</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>3</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«La poesia risulta dunque un a-priori: è lingua-madre e genera senso attraverso scarti, urti, flessioni, ellissi, ossimori. La parola scatena reazioni di immagini, è essa stessa immagine e dato reale». Ivan Fedeli intuisce una fondamentale verità della poesia marottiana. La parola non ha mai nulla da dire. Niente da aggiungere al mondo delle cose evocate. Non ha biografie, racconti, sorprese. Esiste come parola che genera e rigenera parole, frase ipnotica e infinita, fatta di sillabe spezzate che tentano di ricucire il filo perduto. L’io non esiste di fronte al dolore del mondo. Un dio crudele ha già deciso. Ma si può ancora cantare negli interstizi, nelle pieghe della ferita.</p>
<blockquote><p><em>&#8230; la mia<br />
casa è una soglia<br />
da cui guardo il mare<br />
farsi fiamma, e la risacca<br />
disegnare il<br />
dis<br />
ordine di un’<br />
eternità interrotta al<br />
la parola<br />
grido</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>4</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Il poeta non trattiene a sé ciò che scopre. Non appena lo trascrive, subito lo perde. In ciò risiede la sua novità, il suo infinito, il suo pericolo». Questa frase di René Char prefigura il lavoro poetico di Marotta, che non trattiene mai del tutto la sua materia verbale e la lascia scorrere, cercando solo di fissare fragili ponti linguistici, <em>clusters</em> verbali, macchie informali di parole.</p>
<blockquote><p><em>scrivi strappando chiarori di pronome<br />
dalla voce la luce malata<br />
che s’innerva<br />
al rantolo di un verbo scrivi<br />
con lo stilo di ruggine che inchioda<br />
l’ala nel migrare anche la morte<br />
che sul foglio appare dal margine<br />
di sillabe di neve s’arrende alla caccia<br />
al sacrificio necessario<br />
dell’ultima lettera superstite</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>5</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Sulla strada che porta al mio libro ci si immette attraverso dieci sentieri. // Te ne ricordi? // Da tanto la sabbia li ha coperti. // Rimangono solo striature senza tempo che il vento sposta. // Poiché il libro s’avventura incessantemente fuori dal libro. // Essere sulla sua traccia vuol dire errare senza fine». Le parole di Edmond Jabès sono lo specchio in cui si riflette l’opera di Francesco, come dentro al sogno di una scrittura che cerca la difficile vertigine di un libro senza inizio né fine. Questa poesia interrogante, innodica, rapinosa, con ampie volute e veloci precipizi, è l’infinito “esorcismo” con cui si esprimono i poeti “feriti”, svenati dal loro dolore.</p>
<blockquote><p><em>lascia alla parola l’aura<br />
incantata delle origini,<br />
il lume che le compete<br />
per nascita e destino,<br />
il fondo oscuro<br />
matrice d’ogni luce,<br />
la luce viva<br />
che inclina all’ombra<br />
per rovesciare gli orli<br />
della fiamma e<br />
leggersi notte nel lampo<br />
che l’annuncia</p>
<p>[…]</p>
<p>l’incanto, vertigine di spina,<br />
è tutto nel monologo<br />
della fonte che si consuma<br />
in polvere e resine di canto –<br />
una cadenza, per metà dolore,<br />
che sussurra agli specchi<br />
le lettere dell’ombra</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>6</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Allo scrittore è chiaro, o deve essere chiaro, che scommettere oggi sull’eternità è un gioco d’azzardo pericoloso almeno quanto scommettere sull’attimo. E chi ha mai vinto a questo gioco? Chi può essere soddisfatto?» L’interrogazione di Danilo Kiš è una provocazione che il poeta raccoglie in pieno, scommettendo sull’azzardo dell’eternità piuttosto che sulle immagini dell’attimo. Ma la sua è l’eternità di una poesia inattuale e sviante, che si sottrae a qualsiasi griglia interpretativa, che si fa intima e sovversiva nella sua stessa metapoetica, così carnale e surreale, ma anche politica.</p>
<blockquote><p><em>ti cammina sul braccio<br />
la tenebrosa<br />
sapienza di<br />
chi regge lumi<br />
al mattino, ti<br />
acceca<br />
il risucchio dell’olio<br />
che sciama in vapore e<br />
incendia il tuo<br />
occhio<br />
che spunta in un prato</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>7</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«I nani non salgono sulle spalle dei giganti. Non arrivano a solleticarne nemmeno i testicoli: la nano-atomizzazione della letteratura non produce nel paese di Literaturistan che marginali senza futuro o specialisti di best-seller internazionali». L’atto di accusa lanciato da Massimo Rizzante contro la “piccola” letteratura contemporanea è condiviso da Francesco Marotta. Il suo blog «La dimora del tempo sospeso» ne è la concreta dimostrazione. Gli autori ospitati nella “Dimora”, italiani o stranieri, viventi e non, eretici o classici, lavorano dentro la percezione di un “tempo sospeso”, di una inattualità eretica e feconda, che ricorda, molto da vicino, grandi riviste italiane degli anni Ottanta e Novanta, da «Il Gallo silvestre» a «In forma di parole». Chi accoglie nella sua “Dimora” poeti, traduttori, critici, narratori, con tanta passione e dedizione, costruisce attraverso di loro la sua <em>vera</em> autobiografia, la sostanza stessa del suo canto. Protagonista assoluta della pagina web di Marotta è la libertà e la qualità del testo, comunque e dovunque si mostri – segno di «un’arte beffarda, leggera, divinamente imperturbata, divinamente artificiosa, che avvampa come una fiamma chiara» (Nietzsche). Ma i turbamenti sono tutti sommersi nell’artificio della forma, e pronti ad esplodere. Scrive Franco Arminio: «Materia prima il corpo / giacimento profondo di paura. / M’inquieta il mio svanire / fra le cose future». Marotta, che ospita questi versi nella “Dimora”, offre, a questo svanire ineluttabile, il giusto riparo. Il suo amore per la letteratura è sempre un “amore a perdere”, ma salvifico. Per lui, le sole tracce che contano sono <em>impronte sull’acqua</em>.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>8</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«E ancora mi azzardo ad amare / il suono della luce in un’ora morta / il colore del tempo in un muro abbandonato. // Nel mio sguardo ho perduto tutto. / Chiedere è così lontano. Così vicino sapere che non c’è». Così scrive con disperata coscienza Alejandra Pizarnik. Così Leopoldo Maria Panero sembra risponderle: «Io non so cos’è la luce / misteriosa e crudele che appare a quest’ora / eternamente immobile di un assurdo mattino / non lo so, ma so che c’è accanto a me una sorella / unico essere che esiste anche dopo il niente». L’azzardo della disperazione e la condivisione della speranza. Marotta racconta di quella luce di quell’assurdo mattino, racconta di una cattedrale che frana e rinasce e poi frana ancora, all’interno di un tempo che contiene simultaneamente ogni tempo possibile. La sua parola è una marea bianca, una salmodia muta che non smette di portare detriti alla spiaggia – segni di naufragio e insieme simboli di speranza.</p>
<blockquote><p><em>Sul foglio bianco<br />
che l’inchiostro riveste di segni</p>
<p>sillabe immobili</p>
<p>vegliano il tempo superstite.</p>
<p>Il tempo addensato nel suo chiarore.</p>
<p>Lo sguardo naufraga<br />
tra frammenti d’ombra.</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>9</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«Quando verrà il giorno / in cui sarà tanta la nostra beatitudine umana / da ridere nel fiotto vivo dell’arcipelago / come scaglie abbaglianti / trascinate dalla risacca fino alla sete delle rive? / […]Dimenticheremo allora / la vuota eternità dove vivemmo – noi effimeri – / senza conoscerci e ci ridesteremo / presso una casa di vecchie pietre / con il clamore delle foglie / insonne dei nostri rami / per toccare di là dalla scorza / per entro la fibra dura / le nostre carni dolci». I versi di Ferruccio Masini ci portano alla “casa di vecchie pietre” dove Marotta, monacale scriba del suo poema ininterrotto, può sognarsi asceta pervaso da “fitte d’estasi”. Il suo io-arcipelago trascina gridi e domande che non appartengono a un solo io biografico ma a un vasto io plurale e anonimo che, nel pulsare della parola, trasferisce l’aria rarefatta della metafisica di  Mallarmé e il borbottìo escatologico dell’ultimo Artaud, coniugando il basso e l’alto attraverso una metafora elastica, una sintassi ellittica, un brusìo ininterrotto di analogie che ricorda le poesie di Lucio Piccolo o di Lorenzo Calogero, o i lunghi poemi di Saint John Perse. Non sarebbe inopportuno citare qualche analogia musicale: il mottetto <em>Spem in alium</em> dell’elisabettiano Thomas Tallis, in cui quaranta voci ripetono in ossessivo crescendo lo stesso tema. E ancora Frescobaldi, Skrjabin, Messiaen, o il John Coltrane di <em>A Love supreme</em>. Il regista sperimentale Stan Brakhage, che dipingeva e graffiava direttamente la pellicola creando mondi fantastici, ha scritto un libro teorico intitolato <em>Metafore di una visione</em>. Marotta sembra voler ripetere, nel suo ininterrotto poema, le metafore rituali della visione poetica.</p>
<blockquote><p><em>Un altro giorno.</p>
<p>La pietra che era già stata<br />
carne e voce</p>
<p>- fuoco e labbra</p>
<p>rinnoverà i suoi accenti.</p>
<p>L’alfabeto delle stagioni<br />
abita il suo occhio</p>
<p>di sale.</p>
<p>Il volto che domani ci somiglia</p>
<p>che torna dopo noi<br />
nelle voci rinate<br />
come la sete da memorie</p>
<p>d’acqua.</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>10</strong></p>
<p style="text-align:justify;">«L’orizzonte, le sue tenie – vaste / cicatrici a disporre l’occhio / alla rete – rive, ancora specchi. [...] / L’alba mi redime. Il Dio / iroso erompe sul mio volto: / è fulgido, mirabilmente assente». Lorenzo Pittaluga, che muore suicida a ventotto anni nel 1995 dopo avere scritto oltre 3000 poesie, è uno dei poeti più amati da Francesco ed è spesso pubblicato nella “Dimora del tempo sospeso”. Il suo destino non è estraneo al dolore che si respira nei versi di Marotta, testimone di una condizione vitale dolente ma non umiliata, come osserva bene Natalia Castaldi: «Il verso spesso appare sincopato, spezzato, irrisolto e ripreso con profonda consapevolezza nella gestione del verso – sia pure libero – che apparirà rilegato e ricucito ad arte in <em>enjambements</em>, <em>sinafie</em> e <em>sinalefi</em>, che non hanno unicamente il compito “formale” di conferire il voluto ritmo – musicale quanto ottico – al “<em>colon</em>”, ma – ancor più – il senso sciolto dell’affermare il <em>dis/ordine</em> del tutto e del suo stesso contrario nello scorrere del pensiero. […] La ricerca linguistica operata sulla parola, in Francesco Marotta, esula dal mero compiacimento letterario e, ancor quando sia ricca di echi e rimandi, non è mai fine ma “mezzo”, “arca” che incarnandosi del proprio intimo dis/ordine si veicola in sostanza reale, materica, duplice nella proiezione di senso della sua stessa ombra; […] poesia come resistenza, fuga e ritorno alla vita, con un’aderenza che cuce l’anima al derma per essersi testimonianza ed interezza di vita».<br />
A queste parole così intense e accorate posso solo aggiungere che la “interezza di vita” di Marotta è la sostanza stessa della sua materia verbale, da lui lavorata e modellata con brevi tocchi, dove possibile e impossibile si intrecciano in un tale coagulo da impedire alla poesia di diventare monumento, epitaffio, stele isolata, ma al contrario “fuga nelle tenebre” di una melopea antica, aggrovigliato cercare la propria ombra/luce in mille echi, risonanze, accenti, come i “ciechi giunchi” da cui nasce “l’estasi”.</p>
<blockquote><p><em>smuovere pietre<br />
per decifrare confini<br />
e deserti d’ombre,<br />
fingere fiori nella chioma<br />
orizzontale delle lampade,<br />
immaginare negli steli<br />
spine rovesciate,<br />
una ferita che partorisce<br />
gocce di bellezza: -</p>
<p>è questo il varco,<br />
il guado che sfugge<br />
a reticoli di mente,<br />
scienza che germoglia<br />
in ciechi giunchi<br />
dove si compie l’estasi<br />
che brilla,<br />
impossibile<br />
pupilla del vivente</em></p></blockquote>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>______________________________</p>
<p style="text-align:justify;">I libri di Francesco Marotta a cui fa riferimento il testo sono <em>Il verbo dei silenzi</em> (Venezia, Edizioni del Leone, 1991), <em>Per soglie d’increato</em> (con postfazione di Luigi Metropoli), Bologna, Edizioni il crocicchio, 2006, e <em>Impronte sull’acqua</em> (con prefazione di Ivan Fedeli e postfazione di Luigi Metropoli), Le voci della luna, Sasso Marconi, 2008.</p>
<p>______________________________</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>Tratto da <a href="http://rebstein.wordpress.com/2010/05/28/dieci-sequenze-per-una-metamorfosi/"><ins datetime="2011-08-02T16:24:07+00:00">Rebstein</ins></a> del 28 maggio 2010</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>***</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/954/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/954/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=954&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/07/12/dieci-sequenze-per-una-metamorfosi-i/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/scansione00011.jpg?w=98" medium="image">
			<media:title type="html">Il verbo dei silenzi</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/per-soglie-dincreato2.jpg?w=105" medium="image">
			<media:title type="html">Per soglie d&#039;increato</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://rebstein.files.wordpress.com/2010/05/copertina_marotta1.jpg?w=106" medium="image">
			<media:title type="html">Impronte sull&#039;acqua</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>La Biblioteca di RebStein (II) &#8211; Marco Ercolani</title>
		<link>http://poetryintime.wordpress.com/2010/04/05/la-biblioteca-di-rebstein-ii-marco-ercolani/</link>
		<comments>http://poetryintime.wordpress.com/2010/04/05/la-biblioteca-di-rebstein-ii-marco-ercolani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 19:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescomarotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[rebstein]]></category>
		<category><![CDATA[risonanze]]></category>
		<category><![CDATA[la terra mi è di peso]]></category>
		<category><![CDATA[marco ercolani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://poetryintime.wordpress.com/?p=948</guid>
		<description><![CDATA[La Biblioteca di RebStein II. Ottobre 2009 Marco ERCOLANI ______________________________ Marco Ercolani, La terra mi è di peso (2009) ______________________________ Tratto da Rebstein del 8 Ottobre 2009.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=948&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.syti.net/Images/EtretatLibrary.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16687" title="etretatlibraryyq7" src="http://rebstein.files.wordpress.com/2009/09/etretatlibraryyq7.jpg?w=257&#038;h=250" alt="etretatlibraryyq7" width="257" height="250" /></a><strong><em><ins datetime="2009-05-18T13:04:33+00:00">La Biblioteca di RebStein</ins></em></strong><br />
<strong>II. Ottobre 2009</strong><br />
<a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2008/05/terezin.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-755" src="http://rebstein.files.wordpress.com/2008/05/terezin.jpg?w=107&#038;h=105" alt="" width="107" height="105" /></a><br />
<strong><ins datetime="2009-05-18T13:23:31+00:00">Marco ERCOLANI</ins></strong></p>
<p align="center">______________________________<br />
<a href="http://rebstein.files.wordpress.com/2009/09/marco-ercolani-la-terra-mi-e-di-peso1.pdf">Marco Ercolani, La terra mi è di peso (2009)</a><br />
______________________________</p>
<p>Tratto da <a href="http://rebstein.wordpress.com/"><ins datetime="2011-07-29T21:33:07+00:00">Rebstein</ins></a> del 8 Ottobre 2009.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/poetryintime.wordpress.com/948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/poetryintime.wordpress.com/948/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=poetryintime.wordpress.com&amp;blog=3452018&amp;post=948&amp;subd=poetryintime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://poetryintime.wordpress.com/2010/04/05/la-biblioteca-di-rebstein-ii-marco-ercolani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="" medium="image">
			<media:title type="html">rebstein</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://rebstein.files.wordpress.com/2009/09/etretatlibraryyq7.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">etretatlibraryyq7</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://rebstein.files.wordpress.com/2008/05/terezin.jpg?w=300" medium="image" />
	</item>
	</channel>
</rss>
